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ANESTESIA
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Anestesia è un termine
medico che indica genericamente l'abolizione della
sensibilità, della coscienza e del dolore,
associato a rilassamento muscolare. L'anestesiologia
è quindi quella branca della medicina che
si occupa di annullare la sensibilità dolorifica
e la coscienza durante un intervento di chirurgia.
La parola fu inventata dal medico e poeta Oliver
Wendell Holmes ("mancanza della facoltà
di sentire", per via dell'alfa privativo).
Il termine può anche indicare un sintomo
di molte malattie nervose (vedi Anestesia organica).
L'anestesia viene realizzata mediante farmaci
"anestetici" e che inducono un stato
di narcosi, ovvero una condizione simile ad "coma
farmacologico" in cui sono "attive"
solo le funzioni vegetative. I farmaci che inducono
la narcosi possono essere somministrati dall'Anestesista
per due vie: quella iniettiva (in particolar modo
quella endovenosa) e quella inalatoria. Gli scopi
dell'anestesia sono: la soppressione dello stato
di coscienza (ipnosi), l'abolizione del dolore
(analgesia), il rilassamento dei muscoli (miorisoluzione),
l'abolizione del ricordo (amnesia) e la riduzione
delle complicazioni legate allo stress chirurgico.
L'anestesia viene divisa in tre fasi: pre-operatoria
(preparazione), intra-operatoria (somministrazione
dei farmaci anestetici e monitoraggio) e post-operatoria
(risveglio e recupero delle funzioni vitali).
È indispensabile
in ogni tipo di chirurgia, dove consente ai pazienti
di essere sottoposti ad interventi ed ad altre
procedure (TAC, endoscopia) senza dolore, ansia
e proteggendo l'organismo dal trauma dell'intervento
stesso. I progressi della grossa chirurgia sono
dovuti principalmente ai progressi della moderna
anestesia. Infatti essa permette di poter anestetizzare,
oggigiorno, praticamente qualsiasi tipologia di
paziente: quale che sia la sua condizione di salute
ed i rischi connessi, cosa impossibile fino a
20 anni fa.
Storia dell'anestesiologia
Per la necessità di ridurre la sofferenza
fisica, l'uomo è da sempre stato portato
a studiare modi di alleviare il dolore: già
nel 3000 a.C. in Mesopotamia si "narcotizzava"
il paziente comprimendo le carotidi per fargli
perdere coscienza. Con l'avanzare delle conoscenze
erboristiche, i medici iniziarono a praticare
l'anestesia per mezzo di somministrazioni delle
più varie sostanze (hashish, oppio, alcool,
ecc) o tramite l'ischemia dell'arto. Per parlare
di anestesiologia moderna si deve aspettare l'epoca
dei lumi. È infatti nell'ultima decade
del Settecento che troviamo Joseph Priestly e
Sir Humpry Davy intenti a sperimentare il protossido
d'azoto (il cosiddetto "gas esilarante")
e dopo circa venti anni Faraday condusse esperimenti
sull'etere dietilico. Nonostante tutto solo nel
1842 il dottor Crawford Williamson Long iniziò
a usare con successo l'etere nelle operazioni
chirurgiche. La leggenda, tuttavia non attendibile,
vuole che il medico abbia osservato le reazioni
al protossido e all'etere durante gli spettacoli
di un saltimbanco. Il secondo medico ad usare
la tecnica inalatoria fu Horace Wells. Tuttavia
il più famoso medico (erroneamente creduto
il padre della anestesiologia) è il dottor
William T. G. Morton, dentista in Boston che lavorava
al Massachusetts General Hospital, il quale pubblicò
innumerevoli articoli sulla narcosi. Il dottor
Morton, infatti, già nel settembre del
1846 usò l'etere per estrarre un dente
e il 16 ottobre 1846 presentò alla comunità
scientifica una sfera di vetro dotata di due valvole
(una di uscita ed una di entrata) al cui interno
era posizionata una spugna imbevuta di etere.
Fece inspirare i vapori al signor Gilbert Abbott
al quale il dottor John Collins Warren, chirurgo,
doveva asportare un tumore al collo. La sedazione
riuscì e l'intervento fu eseguito in maniera
veloce e indolore. Nacque così l'anestesiologia
moderna. Questa scoperta fu portata all'attenzione
della comunità scientifica mondiale con
la pubblicazione, il 18 novembre 1846, di un articolo
sul Boston Medical and Surgical Journal. Nonostante
l'innovativa scoperta e l'importanza dell'anestesia,
i due medici (Horace Wells e William Green Morton),
cui la storia della medicina deve tanto, non ebbero
vita facile. Il dottor Wells, infatti, tra il
1867 ed il 1868 pubblicò diversi articoli
per reclamare la paternità della scoperta
e, intanto, iniziò a sperimentare il cloroformio
(messo a punto da due chimici nel 1831: Samuel
Guthrie e Eugene Souberrain). Diventato dipendente
da quest'ultima sostanza, morì suicida
(tagliandosi le vene delle gambe e tenendo un
fazzoletto imbevuto di cloroformio in bocca) dopo
esser stato arrestato per aver gettato su delle
prostitute di Broadway dell'acido. Il dottor Morton,
invece, cercò di nascondere la vera natura
dell'etere e lo brevettò con il nome di
letheon. Ma non ci si mise molto a scoprire che
in realtà era semplice etere dietilico.
Il brevetto non gli fu riconosciuto e finì,
dipendente dall'etere, a vivere una vita sconosciuta
a Boston.
Tipi di anestesia
Esistono differenti tecniche di anestesia:
-
Anestesia
topica o di superficie: è
un'abolizione reversibile della sensibilità
in una piccola parte del corpo mediante la somministrazione
esterna e localizzata di anestetici sotto forma
di creme, unguenti, gel o spray, in genere su
una zona di cute o mucosa.
-
Anestesia
locale: è
un'abolizione reversibile della sensibilità
in una piccola parte del corpo mediante la somministrazione
localizzata di anestetici attraverso infiltrazione
della cute o del sottocutaneo nella zona interessata
dall'intervento.
-
Anestesia
loco-regionale o regionale: è
un'abolizione reversibile della sensibilità
e della motilità in una regione del corpo
mediante l'iniezione selettiva di anestetico
intorno ad un tronco o un plesso nervoso (anestesia
tronculare o plessica), oppure a livello midollare
(anestesia subaracnoidea) o perimidollare (anestesia
epidurale). Con l'anestesia loco-regionale solo
una zona specifica del corpo è anestetizzata:
il dolore proveniente da questa zona viene bloccato
e non arriva al cervello. I vantaggi sono: eliminazione
del dolore pur restando svegli e minori effetti
collaterali come dopo l'anestesia generale (gola
dolente, nausea, vomito). È un metodo
monofarmacologico (si usa il solo anestetico
locale)
-
Sedazione:
può essere profonda
o cosciente; è utilizzata per procedure
diagnostiche o terapeutiche moderatamente dolorose,
quali le endoscopie, o in associazione a un'anestesia
locale.
Neuroleptoanalgesia: è una situazione
di indifferenza al dolore ed agli stimoli esterni
in cui il paziente mantiene però, almeno
in parte, la capacità di collaborare.
-
Anestesia
generale: cioè
totale perdita di coscienza con analgesia completa
e rilasciamento muscolare; può essere
endovenosa se eseguita essenzialmente con anestetici
somministrati per via venosa oppure inalatoria
se realizzata con anestetici volatili dati attraverso
la via respiratoria. È il tipo di anestesia
più usato, in particolare negli interventi
che richiedono incoscienza del paziente, lunga
durata, rilassamento muscolare prolungato. Durante
l'anestesia generale tutto il corpo è
paralizzato, il cervello è profondamente
addormentato ed il paziente non sente nulla
e non ricorda l'operazione subita. È
un metodo multifarmacologico (si usano molti
farmaci combinati, anche fino a 15). Il termine
narcosi è un sinonimo di anestesia generale.
-
Anestesia
combinata: cioè
l'associazione di due tecniche precedentemente
citate; l'anestesia locoregionale, associata
ad una sedazione profonda o all'anestesia generale.
Questa tecnica permette in di gestire meglio
l'analgesia, sia durante che dopo l'intervento
chirurgico; ma allo stesso modo, permette di
effettuare un'anestesia più superficiale
e quindi più sopportata da persone in
precarie condizioni di vita.
Professioni legate all'anestesia
Il medico specialista
in Anestesia è conosciuto, in Italia, come
Anestesista-Rianimatore, poichè, oltre
a provvedere alle procedure di anestesia sui pazienti
che devono essere operati, presta la sua opera
anche nei reparti di rianimazione, dove assiste
i pazienti critici. Si occupa quindi di rianimazione
intraospedaliera, intervenendo in qualsiasi caso
di arresto o crisi di una delle funzioni vitali
(cardiorespiratorie e neurologiche). Anestesisti
sono anche i medici responsabili dei centri di
terapia iperbarica. Importante, infine, il loro
ruolo primario nel trattamento del dolore, non
solo quello acuto del periodo postoperatorio ma
anche quello cronico (neoplastico e non). L'infermiere
addetto alla somministrazione dei farmaci anestetici,
su indicazione del medico specialista, è
chiamato tecnico di anestesia.
Associazioni professionali
Come nel resto del mondo
anche in Italia gli Anestesisti-Rianimatori sono
riuniti in diverse società scientifiche
e sindacali.
La maggiore e più antica
società scientifica è la SIAARTI
(Società Italiana di Anestesia Analgesia
e Terapia Intensiva); la seconda per numero di
iscritti è la SIARED. Per gli aspetti specificamente
sindacali è presente l'AAROI (Associazione
Anestesisti Rianimatori Ospedalieri). Esistono
tuttavia altre società scientifiche minori
che si occupano di specifici settori della branca
come l'anestesia pediatrica (SARNEPI), la terapia
del dolore (AISD) o l'anestesia loco-regionale
(ESRA).
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