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Campi magnetici e magnetoterapia

Campi Magnetici e le loro Proprietà

I campi magnetici svolgono una funzione fondamentale nella vita biologica; basti pensare che la terra stessa è un grande magnete e che molti esseri viventi regolano la loro vita in relazione alle variazioni del magnetismo terrestre.
I campi magnetici si producono normalmente in natura ma l'uomo è riuscito a produrli anche artificialmente. Si ha un campo magnetico quando un conduttore, per esempio una bobina in aria, viene attraversato da una corrente. Tale corrente è anulare.
Nella bobina si sommano i campi magnetici disposti attorno ai singoli conduttori dando origine ad una densità di linee di forza magnetica che viene misurata in Gauss o in Tesla nel Sistema Internazionale. Se la corrente così prodotta scorre ad impulsi, cioè se essa viene inserita o disinserita, viene creato un magnetismo pulsante.
Nell'ambito bioenergetico e chimico dell'organismo il concetto fondamentale del magnetismo non è la carica magnetica, ma il dipolo ricco di energia che è circondato da un campo magnetico e la cui trasformazione e sfruttamento per la produzione di energia nell'organismo è di grande significato. Gli organismi viventi, infatti, possono essere attraversati dai campi magnetici e da essi stimolati.

Le linee di flusso di un campo magnetico posseggono una natura ondulatoria caratterizzata dai seguenti parametri:
1) FREQUENZA
2) AMPIEZZA
3) LUNGHEZZA D'ONDA


Tipi di Campi Magnetici e loro Applicazioni

Per ottenere campi magnetici è sufficiente far circolare una corrente in un filo o, meglio, in un solenoide, per ottenere in una regione un campo magnetico uniforme.
Tuttavia, la creazione del campo coinvolge altri fenomeni che intervengono contemporaneamente portando alcune difficoltà e limiti alla produzione di campi con le caratteristiche desiderate.

- Campi magnetici costanti :

La difficoltà principale per la produzione di campi intensi consiste nel riscaldamento che subisce il conduttore percorso dalla corrente a causa dell'effetto Joule. Tale corrente, infatti, deve avere valore elevato ed il calore sviluppato é proporzionale al quadrato dell'intensità della corrente.
Un altro limite è dovuto alla difficoltà di creare campi uniformi di grandi dimensioni. Infatti la trattazione teorica sui solenoidi, i circuiti più adeguati per la produzione di campi magnetici, riguarda spirali di lunghezza infinita o, comunque, molto grande rispetto al diametro, mentre in realtà si usano dispositivi di dimensioni modeste.

- Campi magnetici variabili:

Vengono prodotti inviando una corrente variabile nel circuito (solenoide). In questo caso la difficoltà principale è dovuta alla presenza di forze elettromotrici autoindotte nel circuito.
Variando la corrente si ha una variazione di flusso del campo nel solenoide (un circuito ad alta induttanza); questo genera una controcorrente nel circuito, tanto più grande quanto più velocemente varia la corrente di pilotaggio (frequenza del segnale o tempo di salita dei singoli impulsi).
Di conseguenza il campo magnetico reale prodotto non seguirà la corrente di pilotaggio ma la somma di questa e di quella indotta. Ne risulta una notevole difficoltà nel produrre campi magnetici variabili della forma d'onda voluta. Il fenomeno dell'autoinduzione è anche causa, a parità di tensione applicata, della diminuzione dell'intensità della corrente, con l'aumentare della corrente.

Dopo anni di sperimentazioni nel settore scientifico e chimico si è giunti a confermare che l'impiego dei campi magnetici pulsanti a bassa frequenza è un ottimo strumento terapeutico per vari tipi di patologie.
E' stato inoltre provato che l'utilizzo dei campi magnetici in campo medio-terapeutico può essere combinato con ottimi risultati all'utilizzo della luce laser: infatti le azioni combinate delle due fonti consentono di ottenere i migliori risultati.

La molteplicità degli effetti benefici e la completa penetrazione nei tessuti, con conseguente efficacia in profondità, assieme alla mancanza di effetti nocivi per basse frequenze e deboli intensità, permettono un vasto impiego della magnetoterapia con campi ELF (Extremely Low Frequency).

Le indicazioni al trattamento con campi magnetici pulsati riguardano:


ortopedia e traumatologia: nelle lesioni scheletriche, traumatiche e degenerative, per la formazione del callo osseo. In presenza di fratture, il processo di guarigione si accelera già nei primi giorni seguenti l'applicazione del gesso e l'effetto si riscontra anche in situazioni di consolidazione e nelle pseudoartrosi.
Inoltre l'eventuale presenza di placche o chiodi metallici (purché non di materiale ferromagnetico) non crea problemi dato che il grado di riscaldamento dei tessuti è estremamente ridotto.

medicina dello sport: pubalgie, tendiniti, contratture e strappi muscolari, distorsioni e contusioni (i tempi di recupero nei traumi sportivi vengono addirittura dimezzati);
reumatologia: nelle malattie reumatiche ed infiammatorie;
fisiatria e riabilitazione: in tutte le principali indicazioni, sia in funzione preventiva che terapeutica;
dermatologia: nelle lesioni esposte della cute (piaghe ed ulcere) per l'accelerazione dei processi rigenerativi dei tessuti;
neurologia: in affezioni sia infiammatorie che degenerative, i campi magnetici influenzano l'eccitabilità della placca neuromotrice e dell'assone;
otorino: in affezioni infiammatorie quali sinusiti e tonsilliti.
Il campo di indicazioni particolarmente vasto dipende dal fatto che i campi magnetici attraversano completamente ogni tipo di materiale, ottenendo in tal modo un'efficacia assoluta in profondità.
I campi magnetici agiscono non soltanto in superficie, ma attraversano l'intero organismo, così da influenzare direttamente tutte le cellule, agendo sui potenziali elettrici delle stesse e migliorandone l'ossigenazione.

Non esistono serie controindicazioni per l'utilizzo della magneto-terapia pulsata a bassa frequenza e debole intensità.


Effetti

I campi magnetici vengono sfruttati in medicina grazie alla loro capacità di migliorare le funzioni della cellula in seguito ad un uso maggiorato di ossigeno. Se si avvicinano parti del corpo alla sfera d'azione del campo, le linee magnetiche di influsso attraversano completamente le parti in profondità.
In questo modo, gli ioni all'interno della cellula vengono influenzati dalle onde e l'alterazione del flusso potenziale elettrico della cellula che ne consegue migliora la trasformazione dell'ossigeno. In seguito all'aumentata vascolarizzazione, l'attività biologica aumenta nell'ambito d'azione del flusso magnetico.
Questo effetto può essere usato a scopo terapeutico là dove è pregiudicata la rigenerazione naturale del tessuto.

L'uso dei campi magnetici in campo medico è assolutamente valido e particolari indicatori ne rivelano l'effetto magnetico-terapeutico:

1) Irradiazione del calore da parte del corpo umano misurabile con la TERMOGRAFIA.

2) Variazione della pressione parziale di O2 (pO2) che si può misurare per via transcutanea.

Grazie alle loro particolari proprietà, i campi magnetici interagiscono con la materia vivente e provocano degli effetti riassumibili nella maniera seguente:

Effetti primari - conseguenze dirette dell'interazione:

I) Magnetomeccanici

II) Induttivi Magnetoelettrici

Effetti secondari - conseguenti alla combinazione di più effetti primari:

I) Chimici e fisico-chimici

II) Termici

III) Di coerenza o risonanza


Vantaggi

Da quando il magnetismo e i campi magnetici sono stati introdotti nel settore medico, le esperienze e le osservazioni in materia si sono moltiplicate e intensificate in maniera importante.
I vari studi hanno permesso di rilevare gli effetti terapeutici che i campi magnetici svolgono su numerosi e diversi tessuti degli organismi animali e dell'uomo. E' stato notato che possono essere adottati diversi tipi di campi magnetici: statici e variabili, alternati e pulsati e proprio questi ultimi hanno dato gli effetti più rilevanti nella cura di osteopatie e artropatie.
I migliori risultati per maggior numero di casi trattati sono stati ottenuti dall'applicazione di campi magnetici pulsati a bassa frequenza e bassa intensità, denominati ELF.
L'interazione tra campi magnetici pulsati e membrane biologiche provoca un aumento e un miglioramento nei processi della cellula, accelera la rigenerazione e il riarrangiamento strutturale e migliora i processi attivi e passivi di trasporto transmembrana. I campi magnetici, inoltre, esplicano la loro azione anche in condizioni fisiologiche e non solo patologiche: l'applicazione di campi magnetici prima di una prestazione muscolare ne migliora il rendimento.
La diffusione in campo medico della magnetoterapia, dunque, ne testimonia l'assoluta efficacia e validità nella cura di molti tipi di patologie. Un punto di grande importanza, nella magnetobiologia applicata ai problemi terapeutici, va ravvisato nella scarsità di effetti termici indotti da campi magnetici pulsati a bassa frequenza e debole intensità. Anche se i campi magnetici possono essere variabili per frequenza ed intensità, gli effetti benefici della pulsazione elettromagnetica a livello cellulare non aumentano in diretto rapporto con l'aumento di tali parametri: esiste infatti un' intensità ottimale da non superarsi.
Il punto fondamentale è che con i campi magnetici si arriva ad interagire con il paramagnetismo dell'ossigeno a livello cellulare, inducendo così una risposta biologica. Questo dunque è un altro elemento di notevole importanza nella spiegazione dell'azione favorevole dei campi magnetici: l'influenza sul metabolismo dell'ossigeno a livello cellulare.

Le esperienze e le conoscenze acquisite nel corso degli anni nei vari campi di impiego hanno consentito di definire con precisione gli effetti benefici apportati dall'applicazione medica dei campi magnetici.
Tutto ciò consente di guardare con fiducia e impegno allo sviluppo della magnetoterapia.




Una tecnica consolidata e universalmente applicata

Oggi moltissimi Paesi si occupano di ricerche sul magnetismo e un gran numero di essi si dedica allo sfruttamento terapeutico del magnetismo stesso, come testimoniato da una ricca bibliografia.
L'esperienza ormai consolidata in tale settore consente di affermare che non esistono controindicazioni assolute per l'impiego della magnetoterapia pulsante a bassa frequenza e bassa intensità.

 

 
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